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<title type="text/html" mode="escaped">PI Gadget</title>
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<tagline type="text/html" mode="escaped">I piu' recenti post in PI Gadget.</tagline>
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<info>PI Gadget - ma chi li compra</info>
<modified>2012-05-18T21:24:26+02:00</modified>
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<title type="text/html" mode="escaped">Questo hard disk si autodistrugger&#224;</title>
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<content type="text/html" mode="escaped">&lt;table width='95%' cellspacing='0' cellpadding='0' border='0'&gt;&lt;tr&gt;&lt;td valign='top' width='100%' style='padding:10px;background-color: rgb(237,237,237);font-size: 0.75em;'&gt;Preoccupati per la privacy dei vostri dati sull'hard disk? Bene, forse c'&amp;egrave; una soluzione pi&amp;ugrave; che radicale al problema ed &amp;egrave; la completa distruzione del dispositivo sul quale le informazioni sono memorizzate. E in caso di necessit&amp;agrave; estrema non serve smontare l'hard disk e gettarlo dalla finestra del tredicesimo piano. In questo caso ci sarebbe anche una minima possibilit&amp;agrave; di accedere comunque ai contenuti memorizzati sulla periferica. E allora che fare? La soluzione potrebbe essere l'InVincible SSD.&lt;br&gt;&lt;br&gt;&lt;DIV ALIGN=&quot;center&quot;&gt;&lt;IMG SRC=&quot;http://www.punto-informatico.it/punto/20120518/ssdbutton.jpg&quot; ALT=&quot;invincible ssd&quot; TITLE=&quot;Questo hard disk si autodistrugger&amp;agrave;&quot;&gt;&lt;/DIV&gt;&lt;br&gt;&lt;br&gt;Questo disco a stato solido &amp;egrave; prodotto dalla cinese RunCore, un'azienda specializzata nella produzione di SSD. E, come la maggior parte degli SSD, anche l'InVincible garantisce funzionalit&amp;agrave; come temperature molto basse, consumi contenuti, temperature d'esercizio comprese fra i -45 e i 95 gradi Celsius, velocit&amp;agrave; di lettura che sfiorano i 240 MB/s e di scrittura che giungono a 140 MB/s. La sua peculiarit&amp;agrave; per&amp;ograve; risiede altrove e, per l'esattezza, nella presenza di due pulsanti che restano fuori dal case del PC e con cui &amp;egrave; possibile eliminare in un sol colpo tutti i dati memorizzati sulla periferica.&lt;br&gt;&lt;br&gt;Nello specifico, c'&amp;egrave; un pulsante verde e uno rosso. Premendo il pulsante verde, il dispositivo effettua una cancellazione &quot;intelligente&quot;, sovrascrivendo tutti i dati presenti con dati random e privi di significato, impedendo quindi il recupero dei dati precedentemente memorizzati.&lt;br&gt;&lt;br&gt;Premendo il pulsante rosso, invece, si passa proprio alla distruzione delle memorie flash, attraverso l'applicazione di una sovracorrente che brucia le memorie, impedendo l'accesso ai dati. Durante la procedura di distruzione, la corrente &amp;egrave; tale da provocare una fuoriuscita di fumo dal dispositivo di memorizzazione.&lt;br&gt;&lt;br&gt;Una modalit&amp;agrave; sicuramente estrema, ma che alla fine garantisce la riservatezza dei dati, impedendone il recupero. Ovviamente, l'impossibilit&amp;agrave; di recuperare i dati non &amp;egrave; sempre un bene e si accompagna con l'obbligo di gettar via il dispositivo in quanto non pi&amp;ugrave; funzionante.&lt;br&gt;&lt;br&gt;Inoltre, questo modello InVincible non &amp;egrave; poi cos&amp;igrave; invincibile: cosa accadrebbe se qualcuno premesse il pulsante sbagliato per errore o per dispetto? Mesi e mesi di lavoro andati perduti insieme all'integrit&amp;agrave; del drive. Per chi non ha paura di correre questo rischio ed &amp;egrave; fanatico della privacy, allora questo SSD &amp;egrave; la giusta periferica, anche se ancora non &amp;egrave; dato sapere da quando sar&amp;agrave; disponibile sul mercato e quanto coster&amp;agrave;.&lt;br&gt;&lt;br&gt;&lt;DIV ALIGN=&quot;center&quot;&gt;&lt;IFRAME WIDTH=&quot;560&quot; HEIGHT=&quot;315&quot; SRC=&quot;http://www.youtube.com/embed/GLxaVFBXbCk&quot; FRAMEBORDER=&quot;0&quot; ALLOWFULLSCREEN&gt;&lt;/IFRAME&gt;&lt;/DIV&gt;&lt;br&gt;&lt;br&gt;(via &lt;a href=&quot;http://www.ubergizmo.com/2012/05/runcore-invincible-ssd-officially-launched-has-self-destructing-and-data-deletion-capabilities/&quot; target=&quot;_blank&quot;&gt;Ubergizmo&lt;/a&gt;)&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;&lt;/table&gt;</content>
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<title type="text/html" mode="escaped">Mai pi&#249; senza campo</title>
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<content type="text/html" mode="escaped">&lt;table width='95%' cellspacing='0' cellpadding='0' border='0'&gt;&lt;tr&gt;&lt;td valign='top' width='100%' style='padding:10px;background-color: rgb(237,237,237);font-size: 0.75em;'&gt;Le velocit&amp;agrave; di navigazione reclamizzate dagli operatori mobile per le proprie chiavette Internet in realt&amp;agrave; sono solo dei valori teorici o comunque dei valori di trasferimento massimi difficilmente raggiungibili nelle condizioni reali di utilizzo, a causa dell'alto traffico, del numero di utenti collegati contemporaneamente alla medesima cella e, soprattutto, a causa della cattiva copertura di alcune zone. Soprattutto quest'ultimo fattore influenza non poco le velocit&amp;agrave; di download e upload che si possono ottenere durante la navigazione con le connessioni mobile. Una cattiva copertura, come quella che si pu&amp;ograve; sperimentare in zone in cui il segnale fatica a raggiungere le utenze, (come nelle taverne, nei seminterrati, nelle zone rurali o nelle zone interessate da importanti sollevamenti orografici), in realt&amp;agrave; &amp;egrave; responsabile dei picchi negativi di velocit&amp;agrave; di download e upload e dei continui passaggi dal protocollo UMTS/HSPA ad alta velocit&amp;agrave; al protocollo GPRS a bassa velocit&amp;agrave;. Insomma, pi&amp;ugrave; il segnale &amp;egrave; instabile, peggiore sar&amp;agrave; la qualit&amp;agrave; dell'esperienza di navigazione. Cos&amp;igrave; bisogner&amp;agrave; attendere non pochi minuti prima di poter leggere la pagina Web richiesta oppure prima di poter cliccare su un allegato di posta pesante. Ovviare a tutto questo non sembra molto semplice. C'&amp;egrave; per&amp;ograve; chi ha pensato di dotare l'utenza di un'apparecchiatura in stile &lt;EM&gt;Mission Impossible&lt;/EM&gt;, capace di stabilizzare il segnale radio dell'operatore telefonico e, di conseguenza, migliorare le performance del proprio collegamento mobile.&lt;br&gt;&lt;br&gt;L'apparecchiatura di cui si parla &amp;egrave; l'antenna KP14 prodotta dall'italiana &lt;a href=&quot;http://www.elettromagneticservices.com/Default.aspx&quot; target=&quot;_blank&quot;&gt;ElettroMagnetic Services&lt;/a&gt;.&lt;br&gt;&lt;br&gt;&lt;DIV ALIGN=&quot;center&quot;&gt;&lt;IMG SRC=&quot;http://www.punto-informatico.it/punto/20120516/KP14.jpg&quot; ALT=&quot;kp14&quot; TITLE=&quot;Mai pi&amp;ugrave; senza campo&quot;&gt;&lt;/DIV&gt;&lt;br&gt;&lt;br&gt;Questo dispositivo altro non &amp;egrave; che un'antenna ad alto guadagno per le connessioni mobili, capace di stabilizzare il segnale UMTS e quindi migliorare le performance dei collegamenti ad Internet.&lt;br&gt;&lt;br&gt;In pratica, si collega la chiavetta all'antenna e grazie ad una prolunga USB si procede a stabilire la connessione fra il dispositivo e il PC nel modo tradizionale. L'antenna &amp;egrave; adatta anche per quelle chiavette che non dispongono di un connettore d'antenna esterno e diventa parte integrante dell'antenna, annullando di fatto le perdite di segnale che si verificherebbero se la internet key venisse collegata all'antenna tramite un cavo coassiale. La KP14 cos&amp;igrave; progettata permette di stabilizzare il segnale grazie ad un guadagno sul segnale di ben 10 dBi e un rapporto A/I maggiore di 20 dB.&lt;br&gt;&lt;br&gt;L'antenna pu&amp;ograve; essere appoggiata a un treppiede per permetterne il migliore orientamento e quindi l'ulteriore ottimizzazione della ricezione del segnale, eliminando eventuali buchi di segnale e rendendo la navigazione pi&amp;ugrave; fluida.&lt;br&gt;&lt;br&gt;Dai test di velocit&amp;agrave; effettuati tramite il portale www.speedtest.net su una connessione 3G di H3G, si nota come nei primi cinque casi di utilizzo della sola Internet Key si siano raggiunte velocit&amp;agrave; di navigazione di 0.55 Mb/s (primi cinque picchi del grafico mostrato), mentre nei successivi cinque casi (cinque picchi di segnale successivi) si sia riusciti a raggiungere velocit&amp;agrave; di 1.30 Mb/s con un miglioramento delle performance del +236%.&lt;br&gt;&lt;br&gt;&lt;DIV ALIGN=&quot;center&quot;&gt;&lt;IMG SRC=&quot;http://www.punto-informatico.it/punto/20120516/KP14_2.jpg&quot; ALT=&quot;kp14&quot; TITLE=&quot;Mai pi&amp;ugrave; senza campo&quot;&gt;&lt;/DIV&gt;&lt;br&gt;&lt;br&gt;Risultati di tutto rispetto per un dispositivo che comunque &amp;egrave; facilmente trasportabile grazie alle dimensioni compatte e alla possibilit&amp;agrave; di collegarla e utilizzarla in soli cinque minuti. Per tutte le occasioni in cui la navigazione &amp;egrave; altalenante e in cui ci si voglia sentire un po' come l'ispettore Gadget, l'antenna KP14 &amp;egrave; disponibile sul portale di &lt;a href=&quot;http://ecommerce.anycastsolutions.co.uk/168-antenna-per-internet-key-kp14.html&quot; target=&quot;_blank&quot;&gt;Anycast Solutions&lt;/a&gt; al prezzo di 54,90 euro.&lt;br&gt;&lt;br&gt;(via &lt;a href=&quot;http://www.anycastsolutions.com/&quot; target=&quot;_blank&quot;&gt;Anycast Solutions&lt;/a&gt;)&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;&lt;/table&gt;</content>
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<title type="text/html" mode="escaped">Un'officina in tasca</title>
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<content type="text/html" mode="escaped">&lt;table width='95%' cellspacing='0' cellpadding='0' border='0'&gt;&lt;tr&gt;&lt;td valign='top' width='100%' style='padding:10px;background-color: rgb(237,237,237);font-size: 0.75em;'&gt;Quando bisogna cambiare l'olio all'automobile? Tutti si pongono questa domanda e tantissimi sono coloro che si dimenticano di controllare il lubrificante del motore. In realt&amp;agrave;, pochi sono capaci di valutare la qualit&amp;agrave; del proprio olio da una semplice analisi visiva del liquido che bagna l'astina che vi si immerge. Molti si dimenticano anche di effettuarne il controllo, altri si affidano ai benzinai, altri ancora, invece, si basano sulle tradizionali affermazioni che vogliono che l'olio si cambi ogni tot chilometri. Certo &amp;egrave; che nessuno sa con certezza quando &amp;egrave; il momento di cambiare l'olio. E allora? La soluzione potrebbe essere Lubricheck.&lt;br&gt;&lt;br&gt;&lt;DIV ALIGN=&quot;center&quot;&gt;&lt;IMG SRC=&quot;http://www.punto-informatico.it/punto/20120515/lubricheck.jpg&quot; ALT=&quot;lubricheck&quot; TITLE=&quot;Un'officina in tasca&quot;&gt;&lt;/DIV&gt;&lt;br&gt;&lt;br&gt;&lt;DIV ALIGN=&quot;center&quot;&gt;&lt;IMG SRC=&quot;http://www.punto-informatico.it/punto/20120515/lubricheck_2.jpg&quot; ALT=&quot;lubricheck&quot;&gt;&lt;/DIV&gt;&lt;br&gt;&lt;br&gt;Questo dispositivo elettronico, grande quanto una carta di credito, &amp;egrave; capace di analizzare l'olio dell'automobile e dare in tempo reale un responso riguardo alla sua qualit&amp;agrave;. Lubricheck ricorda un po' i misuratori di glicemia. Grazie ad un sistema di &lt;a href=&quot;http://lubricheck.com/home/technology&quot; target=&quot;_blank&quot;&gt;rilevamento capacitivo e resistivo&lt;/a&gt;, &amp;egrave; capace di rilevare la permettivit&amp;agrave; elettrica della struttura molecolare e l'impedenza del campione d'olio, alla ricerca di materiali estranei, come antigelo, acqua, metalli, che riducono la qualit&amp;agrave; del lubrificante e ne avvicinano il momento del cambio.&lt;br&gt;&lt;br&gt;Il funzionamento &amp;egrave; davvero semplice. Si rilasciano sulla piastra del Lubricheck 4 o 5 gocce di olio appoggiando direttamente l'astina di misurazione. Si preme poi su un pulsante e il dispositivo determina la qualit&amp;agrave; del lubrificante, offrendo all'utente una scala formata da 10 LED. I primi sette LED verdi indicano una qualit&amp;agrave; eccellente/buona dell'olio, avvertendo che il cambio non &amp;egrave; necessario. I LED 8 e 9, di colore arancio, indicano che l'olio si sta degradando velocemente e che si avvicina il momento della sostituzione. Infine, il LED 10 indica che l'olio deve essere immediatamente cambiato, per migliorare le prestazioni del motore.&lt;br&gt;&lt;br&gt;Una volta rilevato il risultato, e dopo aver agito di conseguenza, &amp;egrave; possibile registrare il valore restituito dal dispositivo direttamente in un'app rilasciata per iOS e Android oppure su un servizio Web chiamato Lubritrack. Questo servizio permette di tenere traccia dei risultati delle valutazioni e dei cambi olio di pi&amp;ugrave; veicoli, oltre ad offrire la possibilit&amp;agrave; di impostare dei promemoria personalizzati di controllo olio, cambio filtri, inversione o cambio pneumatici e via discorrendo, grazie ad appositi reminder ricevibili via SMS o email.&lt;br&gt;&lt;br&gt;Inoltre, le performance del proprio veicolo possono anche essere condivise e confrontate con quelle degli altri utenti.&lt;br&gt;Lubricheck &amp;egrave; disponibile direttamente sul &lt;a href=&quot;http://lubricheck.com/&quot; target=&quot;_blank&quot;&gt;sito&lt;/a&gt; del produttore, al costo di 30 dollari.&lt;br&gt;&lt;br&gt;&lt;DIV ALIGN=&quot;center&quot;&gt;&lt;IFRAME FRAMEBORDER=&quot;0&quot; HEIGHT=&quot;360px&quot; SRC=&quot;http://www.kickstarter.com/projects/308542211/lubricheck-the-digital-blood-tester-for-your-car/widget/video.html&quot; WIDTH=&quot;480px&quot;&gt;&lt;/IFRAME&gt;&lt;/DIV&gt;&lt;br&gt;&lt;br&gt;(via &lt;a href=&quot;http://www.coolest-gadgets.com/20120511/lubricheck-change-oil&quot; target=&quot;_blank&quot;&gt;Coolest-gadgets.com&lt;/a&gt;)&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;&lt;/table&gt;</content>
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<title type="text/html" mode="escaped">Per un iPhone girevole</title>
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<content type="text/html" mode="escaped">&lt;table width='95%' cellspacing='0' cellpadding='0' border='0'&gt;&lt;tr&gt;&lt;td valign='top' width='100%' style='padding:10px;background-color: rgb(237,237,237);font-size: 0.75em;'&gt;Hanno raggiunto in soli 22 giorni oltre 700mila dollari di finanziamento, a fronte dei 100mila richiesti. Cos&amp;igrave; lo scorso 21 aprile si &amp;egrave; avverata la possibilit&amp;agrave; per gli inventori di Galileo di poter mettere in produzione il proprio dispositivo grazie a &lt;a href=&quot;http://www.kickstarter.com/projects/449163977/galileo-your-ios-in-motion&quot; target=&quot;_blank&quot;&gt;Kickstarter&lt;/a&gt;. Ma cos'&amp;egrave; Galileo? A prima vista, sembra una tradizionale docking station per ricaricare iPhone 4S, iPhone 4 e iPod Touch di quarta generazione. In realt&amp;agrave;, Galileo &amp;egrave; molto pi&amp;ugrave; di una semplice base di ricarica. Infatti, oltre a dare nuova energia alle batterie dei dispositivi Apple citati, offre loro un supporto robotizzato girevole, ideale in tutte quelle occasioni in cui le fotocamere dei device iOS vengono usate per riprendere videoconferenze o filmati.&lt;br&gt;&lt;br&gt;&lt;DIV ALIGN=&quot;center&quot;&gt;&lt;IMG SRC=&quot;http://www.punto-informatico.it/punto/20120511/galileo.jpg&quot; ALT=&quot;Galileo&quot; TITLE=&quot;Per un iPhone girevole&quot;&gt;&lt;/DIV&gt;&lt;br&gt;&lt;br&gt;Come si pu&amp;ograve; vedere dall'interessante video di presentazione, Galileo permette di ruotare il dispositivo iOS su se stesso di 360 gradi, con una velocit&amp;agrave; massima di 200 gradi al minuto. Allo stesso tempo, conferisce al device la possibilit&amp;agrave; di effettuare uno spostamento pan/tilt con un angolo di 90 gradi in positivo e in negativo, per un'escursione totale di 180 gradi.&lt;br&gt;&lt;br&gt;L'utilit&amp;agrave;? In tutti i settori in cui l'iPhone e simili &amp;egrave; applicato per fotografia, cinematografia, social networking, baby monitoring, videoconferenza e videosorveglianza. Infatti, grazie a Galileo l'iDevice &amp;egrave; capace di garantire un punto di ripresa mobile, senza limiti. In questo modo, si pu&amp;ograve; seguire un soggetto in movimento durante una videochiamata, ad esempio, oppure riprendere i locali in ogni angolo per garantirne la sicurezza.&lt;br&gt;&lt;br&gt;Ed ancora, Galileo &amp;egrave; controllabile a distanza attraverso un'apposita app, installabile su iPhone 4, iPhone 4S, iPad 2, iPad 3, iPod Touch 4th Generation, ma anche da Web, grazie a qualsiasi browser. Questo significa che &amp;egrave; sufficiente un tocco sullo schermo del proprio iDevice o lo spostamento del mouse nel browser per ruotare l'iPhone collegato a Galileo da remoto e garantirsi cos&amp;igrave; sempre un punto di vista perfetto.&lt;br&gt;&lt;br&gt;Galileo &amp;egrave; provvisto anche di un SDK per permettere agli sviluppatori di integrare le funzionalit&amp;agrave; di movimento della docking station nelle proprie applicazioni.&lt;br&gt;&lt;br&gt;La struttura di questa base robotica &amp;egrave; progettata per permetterne il posizionamento su un qualsiasi treppiedi e al suo interno &amp;egrave; anche integrata una batteria agli ioni di litio, che ne permette un uso anche all'aperto, lontano dalla rete elettrica.&lt;br&gt;&lt;br&gt;&lt;DIV ALIGN=&quot;center&quot;&gt;&lt;IFRAME FRAMEBORDER=&quot;0&quot; HEIGHT=&quot;360px&quot; SRC=&quot;http://www.kickstarter.com/projects/449163977/galileo-your-ios-in-motion/widget/video.html&quot; WIDTH=&quot;480px&quot;&gt;&lt;/IFRAME&gt;&lt;/DIV&gt;&lt;br&gt;&lt;br&gt;(via &lt;a href=&quot;http://www.kickstarter.com/projects/449163977/galileo-your-ios-in-motion&quot; target=&quot;_blank&quot;&gt;Kickstarter&lt;/a&gt;)&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;&lt;/table&gt;</content>
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<title type="text/html" mode="escaped">Filo diretto coi primati</title>
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<content type="text/html" mode="escaped">&lt;table width='95%' cellspacing='0' cellpadding='0' border='0'&gt;&lt;tr&gt;&lt;td valign='top' width='100%' style='padding:10px;background-color: rgb(237,237,237);font-size: 0.75em;'&gt;Un progetto interessante dal punto di vista scientifico, ma che non ha trovato riscontro nella comunit&amp;agrave; di &lt;a href=&quot;http://www.kickstarter.com/projects/1237615061/bonobo-chat-an-app-for-talking-with-apes&quot; target=&quot;_blank&quot;&gt;Kickstarter&lt;/a&gt;. Conclusosi lo scorso 15 aprile, il progetto Bonobo Chat Tablet non &amp;egrave; stato finanziato dalla community, eppure si trattava di un'applicazione tecnologica e scientifica interessante dei dispositivi mobili touchscreen oggi disponibili.&lt;br&gt;&lt;br&gt;&lt;DIV ALIGN=&quot;center&quot;&gt;&lt;IMG SRC=&quot;http://www.punto-informatico.it/punto/20120510/bonobo.jpg&quot; ALT=&quot;Bonobo Chat Tablet&quot; TITLE=&quot;Filo diretto con i primati&quot;&gt;&lt;/DIV&gt;&lt;br&gt;&lt;br&gt;In pratica, il progetto Bonobo Chat Tablet era stato promosso dal prof. Ken Schweller, presidente del Bonobo Hope Great Ape Trust Sanctuary di Des Moines, Iowa (Stati Uniti), per permettere alle sette scimmie bonobo ospitate presso il centro di comunicare con gli uomini attraverso un tablet e un'applicazione creata appositamente per lo scopo. I bonobo, infatti, sono primati molto intelligenti che riescono gi&amp;agrave; a comunicare con gli uomini, utilizzando un vocabolario di 400 parole basate su simboli detti lessigrammi.&lt;br&gt;&lt;br&gt;Per parlare con gli studiosi, gli ospiti e i visitatori del centro utilizzano quindi un grande display a parete dove questi lessigrammi sono raffigurati. Il progetto Bonobo Chat Tablet doveva invece dotare tutte le scimmie di un tablet, su cui sarebbe stata implementata un'app capace di raffigurare i lessigrammi sul display. Le scimmie poi avrebbero usato il tablet per comunicare con gli uomini ovunque si trovassero nelle differenti aree del centro e, allo stesso tempo, le persone avrebbero potuto parlare a loro in inglese. L'app si sarebbe infatti occupata di tradurre le parole in lessigrammi e i lessigrammi in voce.&lt;br&gt;&lt;br&gt;Lo stesso tablet e la medesima app avrebbero poi permesso di interagire con l'ambiente in cui i bonobo si trovano, consentendo l'apertura delle porte, ad esempio, l'uso dei distributori automatici e la possibilit&amp;agrave; di utilizzare degli apparecchi per la riproduzione di film.&lt;br&gt;&lt;br&gt;Allo stesso tempo, il tablet e l'app sarebbero serviti ai bonobo per controllare un robot a forma di scimmia, il RoboBonobo, anch'esso facente parte del progetto di Kickstarter, con cui i bonobo avrebbero potuto interagire con i visitatori senza lasciare le confortevoli gabbie in cui a volte sono tenuti. Il robot pu&amp;ograve; essere direzionato dai bonobo con il tablet, per seguire e inseguire i visitatori, giocando con loro grazie a spruzzi d'acqua che fuoriescono da una pistola integrata nel robot e controllabile dai bonobo sempre grazie al tablet.&lt;br&gt;&lt;br&gt;Per mettere a punto tutto questo, l'istituto aveva chiesto 20mila dollari. Le donazioni, provenienti comunque da 126 investitori, hanno invece di poco superato i 3500 dollari. Il prof. Schweller non si &amp;egrave; comunque arreso e ha confermato la sua viva intenzione di investire nel progetto, per permettere in un domani non troppo lontano una perfetta comunicazione uomo-scimmia.&lt;br&gt;&lt;br&gt;&lt;iframe frameborder=&quot;0&quot; height=&quot;360px&quot; src=&quot;http://www.kickstarter.com/projects/1237615061/bonobo-chat-an-app-for-talking-with-apes/widget/video.html&quot; width=&quot;480px&quot;&gt;&lt;/iframe&gt;&lt;br&gt;&lt;br&gt;(via &lt;a href=&quot;http://www.ubergizmo.com/2012/04/apes-and-humans-communicate-via-touchscreen-interface/&quot; target=&quot;_blank&quot;&gt;Ubergizmo&lt;/a&gt;)&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;&lt;/table&gt;</content>
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<title type="text/html" mode="escaped">Una fotocamera davvero digitale</title>
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<content type="text/html" mode="escaped">&lt;table width='95%' cellspacing='0' cellpadding='0' border='0'&gt;&lt;tr&gt;&lt;td valign='top' width='100%' style='padding:10px;background-color: rgb(237,237,237);font-size: 0.75em;'&gt;Ricordate i vecchi registi di Hollywood che inquadravano le persone, i paesaggi e le star formando una cornice con le dita delle mani? Quel semplice gesto potrebbe ritornare in voga e diventare tanto comune quanto la fotografia digitale oggi. Perch&amp;eacute; &amp;egrave; proprio grazie a questa semplice posizione reciproca delle dita che si potrebbero effettuare scatti di ci&amp;ograve; che ci circonda, senza bisogno di possedere una macchina fotografica. Il tutto grazie ad un piccolo hardware da indossare sull'indice di una mano: Ubi-Camera.&lt;br&gt;&lt;br&gt;&lt;DIV ALIGN=&quot;center&quot;&gt;&lt;IMG SRC=&quot;http://www.punto-informatico.it/punto/20120509/ditacam.jpg&quot; ALT=&quot;Ubi-Camera&quot; TITLE=&quot;Una fotocamera davvero digitale&quot;&gt;&lt;/DIV&gt;&lt;br&gt;&lt;br&gt;Progettata da un gruppo di ricercatori giapponesi, Ubi-Camera &amp;egrave; in realt&amp;agrave; non poco rivoluzionaria. Non ha un mirino, n&amp;eacute; un LCD, ma funziona comunque in modo molto semplice. Si aggancia la camera all'indice e si forma un rettangolo con pollici e indici di entrambi le mani a mo' di mirino.&lt;br&gt;&lt;br&gt;A questo punto, grazie ad un sensore ad infrarossi che rileva la distanza dell'hardware rispetto alla faccia, basta avvicinare la cornice formata dalle mani al viso per ottenere un grandangolo e riprendere una scena per intero. Al contrario, allontanando la cornice dal viso, si effettua uno zoom, ingrandendo un particolare.&lt;br&gt;&lt;br&gt;Per scattare la foto, l'operazione &amp;egrave; altrettanto semplice, in quanto &amp;egrave; sufficiente una leggera pressione del pollice su un pulsante posto lateralmente.&lt;br&gt;&lt;br&gt;Insomma, &amp;egrave; sufficiente un rettangolo con quattro dita per avere sempre a portata di mano, ed &amp;egrave; proprio il caso di dirlo, una fotocamera.&lt;br&gt;&lt;br&gt;Ovviamente, come tutti i prototipi che si rispettino, anche questo ha i suoi problemi. In primis, la fotocamera da dito al momento &amp;egrave; collegata con un cavo al PC che riceve l'immagine, ma i ricercatori stanno gi&amp;agrave; lavorando per rendere il dispositivo wireless e capace di interfacciarsi anche con gli smartphone.&lt;br&gt;&lt;br&gt;D'altra parte, il sistema di zoom attraverso il sensore a infrarossi non &amp;egrave; sempre affidabile. A volte non rileva la distanza con il viso oppure pu&amp;ograve; essere condizionato dalle sorgenti luminose presenti nell'ambiente e non svolgere bene la sua funzione. Anche per questo, comunque, i ricercatori sono al lavoro, per sostituire il sensore a infrarossi con un sistema di riconoscimento del volto pi&amp;ugrave; performante.&lt;br&gt;&lt;br&gt;&lt;DIV ALIGN=&quot;center&quot;&gt;&lt;IFRAME WIDTH=&quot;560&quot; HEIGHT=&quot;315&quot; SRC=&quot;http://www.youtube.com/embed/tN6jFuuQFVY&quot; FRAMEBORDER=&quot;0&quot; ALLOWFULLSCREEN&gt;&lt;/IFRAME&gt;&lt;/DIV&gt;&lt;br&gt;&lt;br&gt;(via &lt;a href=&quot;http://www.theverge.com/2012/3/29/2909988/ubi-camera-hands-frame-viewfinder&quot; target=&quot;_blank&quot;&gt;TheVerge&lt;/a&gt;)&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;&lt;/table&gt;</content>
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<title type="text/html" mode="escaped">Una testa robotica</title>
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<content type="text/html" mode="escaped">&lt;table width='95%' cellspacing='0' cellpadding='0' border='0'&gt;&lt;tr&gt;&lt;td valign='top' width='100%' style='padding:10px;background-color: rgb(237,237,237);font-size: 0.75em;'&gt;Non chiamatelo solo &quot;giocattolo&quot;. TJ* nato lo scorso 14 aprile da un finanziamento Web su &lt;a href=&quot;http://www.kickstarter.com/projects/jeffkessler/tj-an-animatronic-puppet&quot; target=&quot;_blank&quot;&gt;Kickstarter&lt;/a&gt; &amp;egrave; molto di pi&amp;ugrave; di un semplice gioco per bambini. Adatto anche alle divertenti attivit&amp;agrave; infantili, TJ* &amp;egrave; una testa robotica, grande circa il 60 per cento di una testa di uomo adulta, controllata da tre servomotori integrati.&lt;br&gt;&lt;br&gt;&lt;DIV ALIGN=&quot;center&quot;&gt;&lt;IMG SRC=&quot;http://www.punto-informatico.it/punto/20120508/tj.jpg&quot; ALT=&quot;TJ&quot; TITLE=&quot;Una testa robotica&quot;&gt;&lt;/DIV&gt;&lt;br&gt;&lt;br&gt;Questi tre piccoli motori permettono di muovere gli occhi del robot sia in alto e basso, sia a destra e sinistra. Allo stesso modo, viene mossa la bocca, che assume quindi la capacit&amp;agrave; di aprirsi e chiudersi.&lt;br&gt;&lt;br&gt;La testa TJ* &amp;egrave; stata renderizzata in un sistema CAD e poi realizzata in 3D con un sistema a taglio laser. I tre servomotori sono poi collegati ad una piattaforma open source Arduino, precaricata con il codice necessario per consentire un controllo live e preregistrato del robot.&lt;br&gt;Collegato alla piattaforma, poi, c'&amp;egrave; un controller formato da un joystick centrale e da quattro pulsanti, in modo da poter controllare al meglio i movimenti facciali del robot.&lt;br&gt;&lt;br&gt;Ovviamente, il robot non &amp;egrave; dotato di un sistema di controllo del movimento automatizzato, per cui deve essere gestito dall'esterno con il controller oppure, grazie alla natura open source del progetto, &amp;egrave; possibile integrarlo facilmente in un sistema meccatronico di pi&amp;ugrave; ampio respiro.&lt;br&gt;&lt;br&gt;TJ* &amp;egrave; poi affiancato da una serie di accessori, come ad esempio due pupille LED in grado di illuminarsi. L'alimentazione di TJ* e dei suoi motori deriva dalla linea a 5V della piattaforma Arduino, una tensione che giunge alla scheda direttamente da un ingresso USB.&lt;br&gt;&lt;br&gt;Con i soldi ricavati su Kickstarter, ben oltre i 40mila dollari a fronte degli appena 2.560 richiesti, l'inventore si dedicher&amp;agrave; alla messa a punto della sua nuova testa robotica, Emotive TJ*, che sar&amp;agrave; dotato di ulteriori due servomotori per permettere a TJ* di sorridere, aggrottare le sopracciglia e alzare/abbassare la fronte.&lt;br&gt;&lt;br&gt;&lt;DIV ALIGN=&quot;center&quot;&gt;&lt;IFRAME FRAMEBORDER=&quot;0&quot; HEIGHT=&quot;360px&quot; SRC=&quot;http://www.kickstarter.com/projects/jeffkessler/tj-an-animatronic-puppet/widget/video.html&quot; WIDTH=&quot;480px&quot;&gt;&lt;/IFRAME&gt;&lt;/DIV&gt;&lt;br&gt;&lt;br&gt;(via &lt;a href=&quot;http://www.ubergizmo.com/2012/04/tj-animatronic-human-head-puppet/&quot; target=&quot;_blank&quot;&gt;Ubergizmo&lt;/a&gt;)&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;&lt;/table&gt;</content>
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<title type="text/html" mode="escaped">Il Ninja open che risponde agli stimoli</title>
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<content type="text/html" mode="escaped">&lt;table width='95%' cellspacing='0' cellpadding='0' border='0'&gt;&lt;tr&gt;&lt;td valign='top' width='100%' style='padding:10px;background-color: rgb(237,237,237);font-size: 0.75em;'&gt;Chi ha detto che programmare un computer Linux perch&amp;eacute; risponda a degli stimoli esterni sia complicato? La dimostrazione &amp;egrave; Ninja Blocks. Uscito da &lt;a href=&quot;http://www.kickstarter.com/projects/ninja/ninja-blocks-connect-your-world-with-the-web&quot; target=&quot;_blank&quot;&gt;Kickstarter&lt;/a&gt; lo scorso 10 marzo, con un finanziamento di ben 102.935 dollari a fronte dei soli 24mila richiesti dai tre responsabili di progetto, il mini PC con Linux dentro inizier&amp;agrave; le vendite a partire dal prossimo giugno. In pratica Ninja Blocks &amp;egrave; un piccolo computer realizzato con hardware open source e dotato di sistema operativo Linux. Questo mini-PC &amp;egrave; pensato per accettare segnali provenienti da sensori esterni o da Internet, in modo da generare una risposta che pu&amp;ograve; essere sempre veicolata via Web.&lt;br&gt;Alcuni dei sensori disponibili sono gi&amp;agrave; integrati sulla scheda del computer come il sensore per la temperatura e un accelerometro.&lt;br&gt;&lt;br&gt;&lt;DIV ALIGN=&quot;center&quot;&gt;&lt;IMG SRC=&quot;http://www.punto-informatico.it/punto/20120507/ninjablock.jpg&quot; ALT=&quot;Ninja Blocks&quot; TITLE=&quot;Il Ninja open che risponde agli stimoli&quot;&gt;&lt;/DIV&gt;&lt;br&gt;&lt;br&gt;Allo stesso tempo, il produttore ha lavorato su una versione pi&amp;ugrave; completa del mini PC, che pu&amp;ograve; essere dotata di sensore luminoso, per l'umidit&amp;agrave;, la distanza e il movimento. A questi si aggiungono un pulsante di trigger, un ingresso USB con adattatore WiFi e una webcam.&lt;br&gt;La porta USB di quest'ultimo modello permette di collegare a Ninja Blocks altri sensori, oltre ad altri controller come ad esempio un ricevitore ad infrarossi.&lt;br&gt;&lt;br&gt;In questo modo, i casi di utilizzo si moltiplicano. Ad esempio, si pu&amp;ograve; decidere di usare Ninja Blocks insieme ad una webcam per controllare una porta di ingresso ad una stanza importante. Si pu&amp;ograve; programmare il dispositivo affinch&amp;eacute; la webcam rilevi il movimento davanti alla porta e invii un tweet con un'immagine, consultabile poi sullo schermo del proprio smartphone. In questo modo, si potr&amp;agrave; sempre avere sotto gli occhi chi si avvicina alla porta da controllare.&lt;br&gt;&lt;br&gt;La programmazione di questo scenario d'uso non &amp;egrave; per niente difficile. Tutto infatti si basa su una semplice interfaccia grafica e il comportamento del Ninja Blocks viene programmato semplicemente con un drag&amp;drop di icone, grazie alla piattaforma online Ninja Cloud e sfruttando il paradigma &quot;se accade questo, allora fai quest'altro&quot;. Nel caso esemplificato, sar&amp;agrave; sufficiente indicare la webcam come sorgente, indicare che si vuole rilevare il movimento e scegliere l'icona di Twitter per far inviare un tweet con l'immagine catturata.&lt;br&gt;&lt;br&gt;Con la stessa semplicit&amp;agrave; si possono realizzare infiniti scenari d'uso, come un sensore di distanza per l'automobile, un sistema di apertura per una porta, un modulo per l'accensione della luce dallo schermo del proprio smartphone e via discorrendo. Il tutto senza conoscere nulla di programmazione. Quest'ultimo esempio si pu&amp;ograve; realizzare in quanto gli input al mini PC possono arrivare anche dal Web, come ad esempio da un login su Xbox Live, un file in arrivo su Dropbox, un nuovo tweet inviato, una menzione su Facebook e tanto altro ancora.&lt;br&gt;&lt;br&gt;L'hardware &amp;egrave; basato su una scheda Beagle Bone e, data l'applicabilit&amp;agrave; del dispositivo anche in mobilit&amp;agrave;, Ninja Blocks pu&amp;ograve; essere alimentato da un alimentatore esterno da 5V oppure da una batteria interna.&lt;br&gt;&lt;br&gt;Come detto, le spedizioni internazionali del prodotto inizieranno a giugno e per ora, sul &lt;a href=&quot;http://ninjablocks.com/&quot; target=&quot;_blank&quot;&gt;portale Web&lt;/a&gt; del produttore, &amp;egrave; possibile effettuare una prenotazione del modello base (AUD150) al costo di 155 dollari australiani o del modello avanzato (AUD255), dotato dei sensori extra sopra descritti, al prezzo di 255 dollari australiani.&lt;br&gt;&lt;br&gt;&lt;DIV ALIGN=&quot;center&quot;&gt;&lt;IFRAME FRAMEBORDER=&quot;0&quot; HEIGHT=&quot;360px&quot; SRC=&quot;http://www.kickstarter.com/projects/ninja/ninja-blocks-connect-your-world-with-the-web/widget/video.html&quot; WIDTH=&quot;480px&quot;&gt;&lt;/IFRAME&gt;&lt;/DIV&gt;&lt;br&gt;&lt;br&gt;(via &lt;a href=&quot;http://www.reghardware.com/2012/03/30/nija_blocks_linux_based_internet_of_things_gizmo_ships/&quot; target=&quot;_blank&quot;&gt;RegHardware&lt;/a&gt;)&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;&lt;/table&gt;</content>
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<title type="text/html" mode="escaped">Scacchi a distanza</title>
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<content type="text/html" mode="escaped">&lt;table width='95%' cellspacing='0' cellpadding='0' border='0'&gt;&lt;tr&gt;&lt;td valign='top' width='100%' style='padding:10px;background-color: rgb(237,237,237);font-size: 0.75em;'&gt;Le giocate a scacchi a distanza, via email o attraverso un portale online o un software dedicato, non sono poi una grande novit&amp;agrave;. L'ascesa dei dispositivi mobile, come smartphone e tablet, ha dato poi una sferzata ancora pi&amp;ugrave; moderna alla possibilit&amp;agrave; di sfidare un qualsiasi giocatore anche a distanza di chilometri. Attraverso uno schermo, quindi, si effettua la propria mossa, usando il mouse o un dito e si attende che l'avversario compia la sua. Giocare per&amp;ograve; con una scacchiera tradizionale, poter muovere fisicamente il proprio pezzo sulla griglia e al contempo veder muovere il pezzo dell'avversario, che per&amp;ograve; &amp;egrave; comodamente seduto a casa propria, &amp;egrave; davvero tutta un'altra cosa.&lt;br&gt;&lt;br&gt;Basta una scheda Arduino integrata in due scacchiere tradizionali collegate entrambe ad Internet in modalit&amp;agrave; wireless.&lt;br&gt;&lt;br&gt;&lt;DIV ALIGN=&quot;center&quot;&gt;&lt;IMG SRC=&quot;http://www.punto-informatico.it/punto/20120504/scacchierarobotica.jpg&quot; ALT=&quot;scacchiera&quot; TITLE=&quot;Scacchi a distanza&quot;&gt;&lt;/DIV&gt;&lt;br&gt;&lt;br&gt;Questa &amp;egrave; l'invenzione di uno studente che ha pensato di integrare la &quot;magia&quot; decennale delle scacchiere automatiche basate da decenni sui magneti ad una scheda Arduino capace di collegarsi alla Rete su protocollo IP.&lt;br&gt;&lt;br&gt;Un elettromagnete &amp;egrave; montato su un telaio bidimensionale che soggiace alla scacchiera e che risulta capace di muovere un pezzo alla volta.&lt;br&gt;Per rilevare la posizione di ogni singolo pezzo, &amp;egrave; stata usata una griglia di 8x8 &lt;a href=&quot;http://en.wikipedia.org/wiki/Reed_switch&quot; target=&quot;_blank&quot;&gt;reed switch&lt;/a&gt;. Per farla breve, si tratta di interrutori magnetici che contengono al loro interno un materiale ferroso. Quando esposti ad un campo magnetico, i due materiali ferrosi all'interno dello switch si uniscono e l'interruttore si chiude. Quando il campo magnetico viene rimosso, i due materiali si separano e l'interruttore si apre. Quindi, &amp;egrave; come se il reed switch fosse un grande interruttore senza contatto.&lt;br&gt;&lt;br&gt;L'effetto che se ne ottiene &amp;egrave; davvero spettacolare. Un utente muove un pezzo sulla sua scacchiera da una parte e l'altro utente vede sulla propria scacchiera il medesimo movimento e il gioco pu&amp;ograve; cos&amp;igrave; andare avanti come se si giocasse con un fantasma.&lt;br&gt;&lt;br&gt;&lt;DIV ALIGN=&quot;center&quot;&gt;&lt;IFRAME WIDTH=&quot;560&quot; HEIGHT=&quot;315&quot; SRC=&quot;http://www.youtube.com/embed/EIFnSxEvxBM&quot; FRAMEBORDER=&quot;0&quot; ALLOWFULLSCREEN&gt;&lt;/IFRAME&gt;&lt;/DIV&gt;&lt;br&gt;&lt;br&gt;&lt;DIV ALIGN=&quot;center&quot;&gt;&lt;IFRAME WIDTH=&quot;560&quot; HEIGHT=&quot;315&quot; SRC=&quot;http://www.youtube.com/embed/XCp4M08IWnA&quot; FRAMEBORDER=&quot;0&quot; ALLOWFULLSCREEN&gt;&lt;/IFRAME&gt;&lt;/DIV&gt;&lt;br&gt;&lt;br&gt;(via &lt;a href=&quot;http://gizmodo.com/5899144/robot-chess-boards-let-you-physically-checkmate-an-online-opponent&quot; target=&quot;_blank&quot;&gt;Gizmodo&lt;/a&gt;)&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;&lt;/table&gt;</content>
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<title type="text/html" mode="escaped">Emozioni al telefono</title>
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<content type="text/html" mode="escaped">&lt;table width='95%' cellspacing='0' cellpadding='0' border='0'&gt;&lt;tr&gt;&lt;td valign='top' width='100%' style='padding:10px;background-color: rgb(237,237,237);font-size: 0.75em;'&gt;Parenti, nipoti e genitori lontani e amanti costretti per svariati motivi a stare distanti potranno ora percepire il battito cardiaco della persona cara mentre le si parla al telefono. L'invenzione &amp;egrave; di Hiroshi Ishiguro, professore presso l'universit&amp;agrave; di Osaka, che ha creato un cuscino robotico davvero particolare: Hugvie.&lt;br&gt;&lt;br&gt;&lt;DIV ALIGN=&quot;center&quot;&gt;&lt;IMG SRC=&quot;http://www.punto-informatico.it/punto/20120502/robotelefono.jpg&quot; ALT=&quot;Hugvie&quot; TITLE=&quot;Emozioni al telefono&quot;&gt;&lt;/DIV&gt;&lt;br&gt;&lt;br&gt;Questo cuscino, basato sulla piattaforma Telenoid, ha una forma che ricorda molto quella di un bambino con le braccia aperte. Al suo interno deve essere inserito il cellulare per mezzo del quale si &amp;egrave; in contatto con la persona cara. Quando inserito all'interno del cuscino, il cellulare si trova connesso al robot, al cui interno sono presenti due sistemi vibranti.&lt;br&gt;&lt;br&gt;Questi sistemi sono capaci di vibrare imitando i battiti cardiaci di una persona. Un particolare algoritmo &amp;egrave; capace quindi di analizzare il tono, il volume e il mood della voce, ascoltando direttamente dal telefono il chiamante. Sulla base di questi parametri, poi, l'algoritmo &amp;egrave; in grado di variare le vibrazioni e quindi di imitare il battito cardiaco dell'interlocutore.&lt;br&gt;&lt;br&gt;Questi suoni palpitanti cos&amp;igrave; generati danno la sensazione di stare a parlare con la persona mentre la si abbraccia, nonostante questa sia dall'altra parte della cornetta telefonica, chiss&amp;agrave; dove. Si offre cos&amp;igrave; un'ulteriore esperienza sensoriale, di tipo fisico, alle semplici conversazioni vocali, donando agli interlocutori la sensazione di essere pi&amp;ugrave; vicini l'uno all'altro.&lt;br&gt;&lt;br&gt;L'obiettivo, comunque, &amp;egrave; quello di integrare questo modello cos&amp;igrave; semplice con ulteriori sistemi a vibrazione e sensori, che possano permettere al robot del chiamato di mimare le movenze del chiamante quando quest'ultimo abbraccia il robot. E viceversa.&lt;br&gt;&lt;br&gt;Hugvie &amp;egrave; attualmente in mostra presso il Robot Vstone Center di Tokyo e sar&amp;agrave; venduto ad un prezzo di circa 60 dollari.&lt;br&gt;&lt;br&gt;&lt;DIV ALIGN=&quot;center&quot;&gt;&lt;IFRAME WIDTH=&quot;560&quot; HEIGHT=&quot;315&quot; SRC=&quot;http://www.youtube.com/embed/nJXkL7bcQR0&quot; FRAMEBORDER=&quot;0&quot; ALLOWFULLSCREEN&gt;&lt;/IFRAME&gt;&lt;/DIV&gt;&lt;br&gt;&lt;br&gt;(via &lt;a href=&quot;http://mashable.com/2012/04/30/hugvie-robotic-pillow&quot; target=&quot;_blank&quot;&gt;Mashable&lt;/a&gt;)&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;&lt;/table&gt;</content>
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